Ristrutturazione dell’Auditorium RAI

Confrontarsi con l’“opera d’arte totale” di un grande architetto del passato per realizzare uno spazio adeguato alla nuova cultura dell’ascolto e della musica. Il progetto riguarda la trasformazione dell’auditorium progettato da Carlo Mollino nel 1950, la cui organizzazione e funzionalità̀ non erano più̀ compatibili con le esigenze contemporanee e con le accresciute ambizioni dell’Orchestra Nazionale Rai, nata dall’unificazione delle diverse orchestre Rai soppresse. Dall’inaugurazione, avvenuta nel 1953, la dimensione dell’orchestra è enormemente cresciuta e le tecniche e gli spazi dedicati alla musica sono completamente cambiati. I problemi che poneva la sala originaria erano numerosi: insufficiente risposta acustica e distribuzione del suono non uniforme, scarsa visibilità̀ del palco dalla balconata e dalla galleria, numero di posti per spettatori inferiore alle potenzialità̀ di pubblico dell’Auditorium, dimensione del palco insufficiente a contenere un’orchestra di 120 musicisti e un coro di 150 cantanti, necessità di migliorare l’assetto distributivo degli spazi riservati al pubblico e di quelli per i dipendenti, di adeguare l’edificio alla normativa antincendio e non ultimo di rimuovere ampie e importanti parti dei soffitti, realizzati con un impasto di amianto. La Rai richiede, in via preliminare, uno studio di adeguamento acustico all’Artec di New York, la più̀ importante società̀ statunitense di progettazione di spazi per la musica. Si rivolge poi alla Müller Bbm di Monaco di Baviera, società̀ leader in Europa nella progettazione acustica musicale, che suggerisce di creare un unico soffitto piatto e rendere concave le pareti. Sulla base di queste indicazioni la Rai bandisce un concorso di idee a cui rispondono diverse proposte che prevedono radicali trasformazioni della sala e la completa cancellazione dell’architettura originale. Nessuna di queste viene tuttavia realizzata, comportando dei costi troppo alti. Si decide invece di realizzare l’investimento minimo necessario per ottenere l’adeguamento funzionale sufficiente e permettere il rientro dell’Orchestra Nazionale Rai. L’incarico è affidato ad uno dei gruppi partecipanti al concorso, formato dalla Mario Valle Engineering, che si avvale della collaborazione degli architetti Zanuso e Camerana e prevede la progettazione acustica della Müller Bbm.
L’intervento deve confrontarsi con il carattere unitario di una sala in cui ogni dettaglio partecipava alla costruzione di un’idea, un sistema organico in cui era difficile aggiungere, togliere, modificare qualcosa. Il progetto è preceduto da uno studio storico critico di Benedetto Camerana che indaga la trasformazione in auditorium di un edificio originariamente strutturato come circo, dunque uno spazio in cui il rapporto visione-ascolto era molto diverso da quello di una sala dedicata alla musica. Mollino, vincitore del concorso indetto dalla Rai nel 1950, provò a riorganizzare la sala dell’ex Cavallerizza, già̀ trasformata in teatro all’inizio del Novecento, in particolare tentando di allargare la strozzatura dello stretto arco scenico esistente, ma sostanzialmente non riuscì̀ a evitare uno spazio ancora diviso in due volumi distinti, uno occupato dal pubblico, l’altro dall’orchestra.
La trasformazione è partita da queste necessità, dunque con la sostituzione delle parti rimosse del progetto di Mollino con un’architettura neutra, un linguaggio passivo che non vuole aggiungere nulla alla visione idealista dell’architetto. La nuova sistemazione supera le carenze acustiche, migliora la visibilità̀, incrementa i posti a sedere e adegua gli impianti. L’intervento conferma l’eliminazione del doppio volume, con la completa rimozione dell’architrave e dei pilastri cavi del boccascena, e dei profili in amianto, e cioè̀ la cupola della sala e la conchiglia del palco. La copertura della sala in legno è sostituita con una struttura in acciaio e per il soffitto in gesso riflettente si propone un disegno a raggiera, su indicazioni dell’allora Sovrintendenza, che richiama l’idea del circo originario. Sono demolite anche le parti terminali delle balconate, prima concave e convergenti sulla sala, ora ricostruite con andamento convesso e rivolto verso l’orchestra. Viene arretrato il palcoscenico, aumentandone le dimensioni. Le pareti della sala e del palco vengono ricostruiti con elementi convessi in gesso riflettente e pannelli acustici vengono sospesi sopra l’orchestra.

credit

Progetto: Benedetto Camerana (progetto e studio storico critico)
con Michele Pisano, Marco Zanuso, Mario Valle Engineering s.p.a. (general contractor)
Localizzazione: Torino, via Rossini 15
Realizzazione: Eseguita
Committenza: RAI – Radio Televisione Italiana
Procedura: Concorso di idee, assegnazione di incarico
Funzioni: Ristrutturazione generale della sala Auditorium
Cronologia: Concorso a inviti (1998), assegnazione di incarico redazione preliminare definitivo ed esecutivo (luglio 2000)
Collaboratori: Cristina Franco
Costo dell’opera: 31.000.000,00 €

Italian newspapers and magazines

  • S. Franchi, “L‟orchestra Rai torna a casa. Riapre l‟Auditorium di Mollino”, in La Repubblica, 15 dicembre 2005, pag. XI.
  • L. Borghesan, “C‟è l‟Auditorium, Mollino dov‟è?”, in La Stampa, 17 gennaio 2006, pag. 41.
  • G. Bramardo, “Bentornati all‟Auditorium della Rai „sala splendida, peccato per i parcheggi‟”, in La Stampa, 27 gennaio 2006, pag. 41.

Architecture and design magazines

  • S. S. Berengo Gardin, “Ristrutturazione Auditorium Rai di Torino”, in Recuperare l’edilizia, febbraio 2006, n. 46, pp. 56-59.
  • A.A.V.V., “Avvolto nella musica. Auditorium Rai di Torino”, in Costruire, marzo 2006.
  • A.A.V.V., “Torino, Auditorium Rai”, in Abitare, marzo 2006.
  • A.A.V.V., “Nuova vita all‟Auditorium Rai”, in Ottagono, maggio 2006, pag. 18
pdf