LEZIONI ITALO AMERICANE : BENEDETTO CAMERANA A IMPRESE SENZA FRONTIERE

LEZIONI ITALO AMERICANE : BENEDETTO CAMERANA A IMPRESE SENZA FRONTIERE

Il rapporto commerciale tra Italia e Stati Uniti è consolidato, proficuo e tutto sommato stabile. Durante Imprese senza frontiereBenedetto Camerana ha raccontato quattro esperienze personali esemplificative dell’integrazione con gli Stati Uniti d’America sotto il profilo della progettualità d’architetto.

La prima è l’Environment Park di Torino: il grande e pioneristico distretto tecnologico e dell’innovazione, primo esempio di green architecture in Europa, che Benedetto Camerana ha realizzato quando aveva poco più di 30 anni, tra il 1997 e il 1999, dopo averla a lungo studiata all’università. La green architecture è un movimento culturale nato in USA, in particolare nella cultura newyorkese, con le ricerche di James Wines con S.I.T.E. per i Department Store BEST e poi soprattutto con Emilio Ambasz, il grande architetto e designer argentino, Director Architecture and Design al MoMA di New York. Camerana è stato il primo a importare in Italia questo approccio organico tra paesaggio e costruzione, prima come ricerca, con la Direzione della rivista EDEN. L’architettura nel Paesaggio e poi, professionalmente, invitando lo stesso Ambasz a collaborare con lui e vincere il concorso per l’Environment Park di Torino. Il progetto anticipa di anni il dibattito sulla green economy.

La seconda si sposta a Los Angeles, al Petersen Automotive Museum, dove Camerana ha lavorato come consulente progettuale per l’exhibit design, contribuendo alla definizione delle modalità espositive di uno dei più importante centro americano di cultura dell’auto.
Il racconto prosegue guardando all’orizzonte più ampio di tutti, il cielo, con due progetti cosmici. Il primo è lo Spazioporto di Grottaglie, in Puglia: un’infrastruttura per voli suborbitali turistici e commerciali, che Benedetto Camerana sta progettando, e di cui avevamo parlato tempo fa. L’operatore di voli sarà Virgin Galactic, una compagnia americana che già propone un’offerta di voli spaziali suborbitali e che renderà lo spazio porto di Grottaglie una sorta di gemello europeo dello spazio porto in New Mexico, Gate of America. 

Infine Torino, oggi al centro di un sistema industriale e scientifico legato all’esplorazione spaziale. Benedetto Camerana è coinvolto nello sviluppo dello Space Center – futuro Aerospace Center – un progetto espositivo e di divulgazione scientifica dedicato al fondamentale contributo torinese ai programmi spaziali internazionali. Un ecosistema industriale e di ricerca che comprende realtà come ALTEC, società di proprietà di Thales Alenia Space, una delle più importanti industrie spaziali europee, e dell’Agenzia Spaziale Italiana – ASI, e poi Leonardo, azienda leader nella propulsione spaziale. E che lavora in stretta collaborazione con la NASA, partecipando a missioni come ExoMars e Artemis e alla realizzazione di moduli della Stazione Spaziale Internazionale. Lo Space Center nasce quindi come una piattaforma espositiva e narrativa: uno spazio capace di restituire il ruolo della città in un sistema globale, mostrando i progetti sviluppati a Torino per l’esplorazione spaziale. Quindi sì, quando qualche settimana fa tutta l’umanità si è commossa con le foto dei pianeti del sistema scattati durante la missione Artemis, in parte il merito va anche al tessuto industriale e di competenze della nostra città.