PATRIMONI INTANGIBILI – ART BASEL x BENEDETTO CAMERANA STUDIO

PATRIMONI INTANGIBILI – ART BASEL x BENEDETTO CAMERANA STUDIO

Ogni progetto architettonico nasce prima in digitale, e solo quando il suo digital twin è completo, si realizza il progetto nel mondo reale. Immaginate di progettare un edificio senza vincoli di costi, materiali, e possibilità.
È ciò che ha fatto Benedetto Camerana con il Roarington Art center, il centro di arte contemporanea nel metaverso. Come ha detto Fritz Kaiser al blog di Art Basel, “in ogni città di valore – digitale o reale – deve esistere un luogo dedicato all’arte, alla riflessione, all’immaginazione condivisa.
Qui abbiamo creato qualcosa di nuovo: un museo che non è una replica del reale, ma apre un nuovo modo di fare esperienza dell’arte nel ventunesimo secolo”. Il progetto inaugura infatti un nuovo capitolo dell’arte contemporanea, come ha sottolineato Payal Uttam nell’articolo.

L’Art Center aprirà nel 2026 ed è promosso da uno dei collezionisti più importanti al mondo, Michael Ringier. Ospiterà la più grande mostra mai dedicata all’artista californiano Matt Mullican, con opere in versione digitale, opere native del metaverso e performance interattive.
L’esperienza sarà immersiva e dinamica. L’accesso al Center è segnato da una lunghissima parete che ridisegna il profilo del paesaggio, una lastra di metallo (come una cifra stilistica di Camerana, che fa pensare alla parete dell’officina del design di Stone Island a Milano) interrotta da un taglio centrale superato il quale si attraversa un ponte sospeso sul giardino del Museo, preludio e fondale delle aree espositive.
Ci troviamo in una città dedicata alla cultura dell’auto: gli interni del centro, dalle scalinate alle porte, richiamano forme e sinuosità delle carrozzerie. Lo spazio – circa seimila metri quadri, ma potenzialmente infinito – comprende otto sale con opere di ogni tipo, tutte renderizzate, tridimensionali, complete di riflesso del vetro. Un museo da visitare, un’esperienza culturale reale e inedita