MOSTRA D’ACQUA: IL MASTERPLAN MESSINA WATERFRONT ALL’ARSENALE DI VENEZIA
La 19esima Biennale Architettura Venezia, curata da Carlo Ratti, che nel 2024 aveva riunito decine di architetti (tra cui Benedetto Camerana) e pensatori ai Salon, utili a definire le intelligence in preparazione alla Biennale. Questa edizione riflette sul cambiamento climatico e sul ruolo che deve assumere l’architettura: rispondere alle sfide con l’adattamento e guidare il processo con ottimismo, attingendo in modo aperto e interdisciplinare a tutte le forme di intelligenza – naturale, artificiale, collettiva – per ripensare l’ambiente costruito.
Il Padiglione Italia esplora in particolare il rapporto tra la terra e l’acqua. In questo contesto è valorizzato (non è la prima volta, il progetto era stato in mostra nel 2024 al MIA-Photo Fair) l’ambizioso progetto del Masterplan Messina Waterfront, iniziato più di dieci anni fa, con cui Benedetto Camerana Studio ha intuito e anticipato l’importanza di costruire un rapporto aperto e di scambio tra il territorio e l’acqua che lo bagna. Questo grande progetto di rigenerazione urbana propone un intervento di riconnessione profonda tra il mare e la città di Messina, che ha vissuto per troppo tempo una relazione frammentata e interrotta con l’acqua, a causa di barriere infrastrutturali e industriali. Il Waterfront crea un ponte fisico e simbolico tra l’umanità e l’acqua e, ridisegnando uno dei più grandi waterfront urbani del Mediterraneo, restituisce a Messina una centralità marittima di respiro internazionale.
Il progetto apre all’orizzonte, guarda verso il mare – come la stessa forma della città, protesa – e propone un paesaggio urbano aperto, attraversabile, permeabile alla luce e al verde, che restituisce alla città una dimensione pubblica affacciata sullo Stretto. Attraverso terrazze sospese e promenade che accompagnano senza interromperlo il disegno naturale della costa, il paesaggio urbano si innesta con delicatezza in quello costiero.
Gli edifici si susseguono con ritmo armonioso, richiamando il profilo della costa e aprendosi alla luce, al vento e alla vista dello Stretto. Le differenze di quota, tipiche della topografia messinese, sono esaltate dall’architettura e propongono punti di osservazione inediti. Il progetto offre alla città nuove funzioni: spazi pubblici, passeggiate ciclopedonali, luoghi di incontro e scoperta dove il mare diventa protagonista della scena urbana, e, esposto al sole e alla brezza, si fa piazza urbana panoramica rivolto verso il mare. Il confine tra terra e mare si dissolve, il verde entra nel costruito e crea spazi di respiro, l’esterno e l’interno si alternano, dialogano, il mare non è cornice ma sostanza della vita urbana. Il Messina Waterfront è un’opera di riappropriazione e riscrittura tra terra e acqua, in cui la città costruisce un rapporto vivo con il mare e finalmente si rispecchia nella anima d’acqua.